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Conflitti e Famiglie

  • Stefania Ludovici
  • 17 lug 2023
  • Tempo di lettura: 3 min


“Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”

L. Tolstoj, Anna Karenina


Oggi siamo abbastanza consapevoli del fatto che i conflitti esistono in tutte le aree della nostra vita, e l'ambito familiare non fa eccezione.

Pur sapendolo quando ci troviamo dentro al conflitto, non possiamo fare a meno di percepire un certo disappunto per la fatica di gestirlo.


Oggi affronteremo il tema del conflitto tra genitori e figli. Cercheremo di comprendere quali sono i principali motivi del conflitto per aprire a una riflessione più ampia sul significato del conflitto.


QUALI SONO I PRINCIPALI MOTIVI DI CONFLITTO TRA UN GENITORE E UN FIGLIO?

-Possono essere legati alla distanza generazionale e alla disparità di vedute.

I genitori potrebbero avere aspettative diverse rispetto ai figli, soprattutto in merito a scelte importanti come la scuola, il lavoro o la vita sentimentale. Un figlio potrebbe ad esempio voler seguire una carriera artistica, mentre i genitori preferirebbero che si dedicasse ad un lavoro più stabile e sicuro.


-Possono essere determinati dalle aspettative.

I figli potrebbero avere delle aspettative nei confronti dei genitori, ad esempio in merito all'attenzione e al supporto che ricevono. Se queste aspettative non vengono soddisfatte -mettiamo che i genitori siano molto impegnati con il lavoro- i figli potrebbero sentirsi trascurati e innescare con loro una battaglia.


-Possono essere legati a delle difficoltà nella comunicazione.

In questo caso genitori e figli non riescono a comprendere le rispettive esigenze e opinioni.

Potrebbe essere difficile ad esempio per un adolescente spiegare le sue emozioni e i suoi pensieri.


-Possono dipendere dall'incapacità di comprendere le esigenze dell'altro.

Esempio: un genitore potrebbe non capire perché il figlio vuole passare tanto tempo con gli amici invece che stare a casa con la famiglia.


-Possono essere determinati da differenze culturali.

Se genitori e figli provengono da culture diverse, potrebbero nascere conflitti legati a tradizioni, usanze e valori differenti... e potremmo continuare.

In casi come questi, quello che andrebbe evitato non è il litigio in sé o lo scontro con l'altro, perché il conflitto è fisiologico e naturale all'interno di un sistema di relazioni.

Ciò che non andrebbe fatto è affrontarlo in modo errato.

Detto in altri termini, litigare si può, ma bisogna saperlo fare!


UN CAMBIO DI PROSPETTIVA


L'obiettivo del lavoro terapeutico quando ci sono dei conflitti, non è quello di eliminare le discussioni o il confronto tra le parti, ma di imparare a portare avanti le discussioni, facendo esperienza di un nuovo modo di comunicare, in modo tale da limitare gli elementi distruttivi e dare il via libera a quelli produttivi, più funzionali. Nel conflitto le parti vogliono essere considerate, vogliono esprimere il loro sentire, farlo capire alla controparte, migliorare la relazione e ampliare il campo di comprensione.


Litigare non dovrebbe essere considerato un problema. Per apprendere da adulti la capacità di affrontare con consapevolezza i conflitti, è necessario essere esposti a dei conflitti. E' come dire che per imparare a nuotare è necessario prendere confidenza con l'acqua!

Essere capaci di osservare la modulazione tra le proprie risposte automatiche e intense, e quel che l'ambiente accoglie meglio, ci permette di scegliere soluzioni e reazioni più adeguate.

I conflitti fanno parte delle relazioni. E' insano aspettarci di vivere una relazione con i nostri figli in assenza di conflitti.

Per incontrarsi a volte è necessario scontrarsi!

I figli sono per noi, almeno in questa prospettiva, dei bravi maestri, perché ci confrontano tantissimo: ci chiedono di crescere con loro e di migliorare come individui oltreché come padri e madri.

Vivono in una relazione di fiducia e di amore, e per loro è naturale non essere d'accordo, discutere con noi, sfidarci.


Perciò se riusciamo a rimandare loro che abbiamo fiducia nel fatto che anche quando non andiamo d'accordo, poi troviamo il momento in cui chiarirci, questo dà modo ai nostri figli di apprendere come stare naturalmente all'interno di un conflitto.


NOI DOVREMMO ESSERE GLI ADULTI CHE RIESCONO A NON PERDERE LA REGOLAZIONE DI FRONTE AD UN CONFLITTO.


Dovremmo essere quelli che hanno imparato questa cosa, e forti di questa competenza, riusciremo a dire a nostro figlio:


<Io non mi disregolo, anche quando tu sei in balia delle tue emozioni.

E non mi disregolo perché riesco a controllare le mie emozioni..

Le controllo nel senso che so di essere sempre responsabile di quello che accade dentro di me, e delle azioni e dei comportamenti che sceglierò di mettere in atto di volta in volta>.


Lavorare su di noi diventa un passo indispensabile, se vogliamo essere capaci di crescere dei figli felici, integri e consapevoli.





 
 
 

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